4.8.05

Quella gran figata del digitale terrestre

SE PENSATE CHE l'Umts non sia una cosa seria, dovreste vedere l'italico digitale terrestre. L'anomalia tecnologica del nostro Paese è paragonabile solo a quella che ci vide, per scelta di Fanfani e di una parte della classe dirigente di allora, vincolati al bianco e nero quando il resto del mondo viaggiava a colori.

Perché? Perché faceva "bene alla morale". Adesso la spinta non è più etica ma economica. Il digitale terrestre, quella strana tecnologia che solo noi abbiamo e che non comporta nessun miglioramento del prodotto televisivo - solo un suo arricchimento quantitativo e la possibilità di "pagare on demand" - sta infatti segnando un solco.

Chi scarica telefilm dagli Usa o chi ha viaggiato in quello e in altri paesi e ha potuto vedere un po' di tivù se non altro dall'albergo, avrà notato che utilizzano un sistema digitale di trasmissione. Ma è un altro sistema, incompatibile con digitale terrestre, che si chiama alta definizione.

L'alta definizione si basa sull'utilizzo di differenti tecniche di ripresa e su superiori capacità di riproduzione dei televisori. Gli apparecchi compatibili hanno un decoder inserito al loro interno e il segnale non può essere "abbassato" di qualità per essere visto sui televisori analogici. All'opposto del digitale terrestre.

Allora è meglio il nostro sistema, che rende compatibile con un semplice decoder l'uso dei vecchi televisori? Certamente, se ce ne sbattiamo del fatto che lo standard mondiale è quello dell'alta definizione, che sta diventando sempre più pervasivo - pur tra mille rallentamenti - e che sostanzialmente avere e produrre televisione con tecnologia praticamente analogica vuol dire limitare fortemente la capacità di esportare il nostro prodotto (telefilm, soap eccetera) e castrare le aspettative degli spettatori in fatto di qualità. Come la televisione in bianco e nero, che almeno era compatibile con quella a colori.

La qualità dell'alta definzione è superiore a quella degli attuali Dvd. Presto inizieranno a circolare prodotti in Dvd (film e telefilm) con quello standard e saranno i Dvd Blu-Ray oppure HD, a seconda di chi vincerà la corsa per lo standard. Tra l'altro, nei due consorzi non c'è neanche una azienda italiana, visto che non abbiamo una briciola di tecnologia in quel settore.

Tornando all'alta definzione: perché noi ci facciamo ancora le pippe coi televisori analogici o con quelli "downgradati" apposta per fruire di quello spettacolo con qualità analoga a quella del 1958? Sottolineo della stessa qualità, perché se c'è un "decoder" digitale e il televisore è analogico, i presunti vantaggi di qualità audio e video del segnale del digitale terrestre vengono eliminati nella traduzione in analogico. Punto. Non puoi vedere un film a colori con la tivù in bianco e nero. Non puoi vedere un film in digitale con la tivù analogica. Entrambi li devi convertire dal formato originario a quello che l'apparecchio è in grado di visualizzare. Non si scappa.

Perché questa fregatura, allora? Per vendere forse le partite di calcio pagando cinque euro a cranio? A proposito, visto che questo è l'interesse economico (e non etico) di fondo, avete notato quale televisione ha vinto i diritti per trasmettere il calcio l'anno prossimo? La Rai? La7? No-no...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

è vero, il digitale terrestre, almeno così com'è in italia, è una bufala pazzesca.
il modello di business che hanno trovato i nostri "padroni del vapore" (troppe lauree ad honorem e poche lauree vere) è il seguente:
1) ci infiliamo il calcio in pay per view, così ributtiamo murdoch in mare (murdoch si sta ancora rotolando dalle risate)
2) impediamo che "le vecchiette" (segmento di marketing decisivo per i nostri boiardi, di stato o meno, perchè danno l'illusione di essere raggirabili) si facciano tentare da parabole o altre bizzarrie. Diciamo loro che è gratis, che praticamente non bisogna montare niente, così continueranno a vedere i "filme su redeguaddre", e a votare come si deve.
3) qualche bella partita di giro tra concessionarie pubblicitarie monopoliste, televisioni monopoliste e soldi freschi in arrivo da qualche ricco emiro in cerca di fortuna
4) ah, dimenticavo: c'è anche "BBC World" e "La chaine Info". Ma tanto, per fortuna, le vecchiette non capiscono l'inglese e il francese, e ai ragazzi ci sta pensando la moratti... :-)
P
PS: Zio Murdoch, ovviamente, si sta attrezzando per la tv ad alta definizione. DEVE farlo per forza, visto che ormai ha sborsato vagonate di quattrini per i diritti dei mondiali 2006. Che saranno prodotti in alta definizione.

Antonio ha detto...

Parole sante, fratello pendolare. Aggiungo che né il vecchio né il nuovo ministro delle Comunicazioni (su quello dell'Innovazione preferirei stendere un velo, pietoso o meno) offrono quella lucidità apparente necessaria a mostrare che capiscono di cosa stiamo parlando. Pare che capiscano solo quel che gli viene ordinato di scrivere nei disegni di legge.

Sembra, insomma, che l'ignoranza, oltre che nel cuore delle banche italiane, si annidi anche nel business radiotelevisivo. E chissà in quanti altri settori. Un collega ateo prevede che non ci sarà neanche una sveglia per quanto dolorosa da questo incubo. Si trapasserà in maniera quasi indolore. Com'è successo per il settore dell'informatica.

La competizione cinese è prevalentemente orientata in quel settore, viene percepita duramente negli Usa ma da noi neanche menzionata. Per forza: non esistiamo più nell'informatica. E presto neanche nella televisione o nel cinema, sia dal punto di vista della produzione di contenuti che di asset. L'analogico campionato di calcio italiano - che tra breve esploderà, ma è un altro discorso - farà comunque la figura della zia zoppa nei palinsesti ad alta definizione delle televisioni internazionali.

A me queste cose indignano...

Anonimo ha detto...

Mi sa ke avete le idee parecchio confuse...il digitale terrestre NON E' (e sottolineo NON E') roba esclusivamente italiana...pensavo lo sapessero anche i sassi e invece...Lasciamo perdere i vari servizi interattivi,sapete perchè è meglio il digitale?No? Non sto qui a farvi una lezione di telecomunicazione, ma semplicemente trasmettere in digitale è più semplice = costa meno. Secondo, utilizza come modulazione l'OFDM che permette di trasmettere più canali con un'unica frequenza a differenza dell'analogico che richiede una frequenza per ogni canale...cosa significa questo? SIgnifica MENO FREQUENZE USATE = MENO ONDE ELETROMAGNETICHE PER ARIA. In America non esiste il digitale terrestre!?!?!?!? Ma sai cos'è l'ATSC????? Esiste pure dal 1996...Informatevi A DOVERE, piuttosto che parlare così a vanvera di alta risoluzione...
Saluti

Anonimo ha detto...

domenica 26 ottobre 2008

Digitale Terrestre “for dummies”

Una delle tipiche battaglie di retroguardia del cattocomunismo terminale italiota è quella contro le”digitali terreastre”, il passaggio alla trasmissione televisiva (e radiofonica) a un segnale digitale (discreto) anziché analogico (continuo).
Contrariamente a ciò che molti antiberlusconiani credono, la tecnologia del digitale terrestre televisivo italiano è in perfetta linea con il trend mondiaie e le normative europee. Alcuni paesi nordici già consentono solo la trasmissione digitale.
Naturalmente la “spinta” è per fare pagare le prime visioni dei film e gli avvenimenti sportivi di cartello. Però si spera che la moltiplicazione dei canali, quindi dell’offerta disponibile, possa permettere di vedere un po’ di tv decente senza sborsare.
Alla fine del corrente anno due regioni, Valle D’Aosta e Sardegna dovranno già commutarsi al digitare. Poi un’altra serie di regioni tra saranno obbligate entro la fine del 2009. Tra cui Campania e Lazio naturalmente nell’ottica che “Roma è più avanti della Lombardia”. Sono curioso di osservare come avverrà lo switch-off in queste due regioni. Sommetto che nei paesi dei “casalesi” gli enti locali, per evitare sommosse regaleranno i decoder alla plebaglia!
A Nord di Firenze invece chi vorrà vedere la televisione, il decoder se lo dovrà comprare, temo.

Ora, in questa sede invece non desidero trattare di questioni politiche, nemmeno della “convergency” globalizzante, sottesa alla digitalizzazione di ogni forma di comunicazione, bensì del fatto tecnico per gli utenti.
Sicché, ahimè, la maggior parte della gente della televisione non può fare ancora a meno, e credo, in questi tempi di ristrettezza economica, saperne un poco di più sia utile per non dovere spendere forse inutilmente.

La prima cosa da osservare è che l’immagine digitale, sebbene non ancora ad alta definizione, sia drammaticamente migliore di quella analogica.
Sopratutto essa è praticamente INSENSIBILE (1) alle interferenze, in più, magia digitale, la visione è perfetta anche se il segnale non è “pieno” al’ingresso del decoder.
Per chiarire.
Se voi state guardando un canale anlogico la cui potenza in entrata sia all’80% e la purezza (senza interferenze) sia al 50% vedreste un immagine assai poco gradevole attraversata da righe e righine di disturbo. Diciamo come guardare un quadro di Jackson Pollock.
Invece in digitale, e un buon decoder, con l’80% di segnale e il 50% di purezza l’immagine è PERFETTISSIMA. Nitida come un quadro del Caravaggio.
Ciò è particolarmente apprezzabile se si guarda la tv con un televisore CRT a 100 hertz.
Badate, nel paese della giungla dell’etere e del “far west” delle frequenze vedere TUTTI i canali con qualità totale ad alcuni può sembrare un sogno.
Come al sottoscritto, il quale ricorda in gioventù, le peripezie antennistiche necessarie per ricevere bene certe televisioni localissime o dalla frequenza disturbata a rincorrere i “cartoni” giapponesi.

E partiamo dell’antenna.
NON è vero come asseriscono i detrattori del DTT che la maggior parte degli utenti dovrà cambiare l’apparato di ricezione, così come NON è vero che per il digitale occorrano differenti antenne.
Anzi notate l’altra “stregoneria” della trasmissione digitale.
Ogni canale fisico (largo 8Mhz) può ospitare fino a 10 canali televisivi digitali. Significa che per vedere bene, per ipotesi, tutti i canali Mediaset, sarà sufficiente “prendere bene” un SOLO ripetitore. In altre parole vi basta ricevere solo 3 “MUX” (Multiplexer, portante digitale larga come un canale analogico) ossia quelli di Rai, Mediaset e La7 per vedere con qualità perfetta almeno una dozzina di differenti canali televisivi. Quelli noti, altri disponibili solo in digitale grazie alla ridondanza di “spazio” della nuova tecnologia. Se poi di Mux il vostro decoder ne sintonizza 5-6 potete vedere 20-25 canali diversi, in chiaro s’intende oltre a quelli pay-per-view.

E’ vero comunque che il segnale digitale è delicato.
Nondimeno, in caso di scarsa ricezione, NON è sempre necessario rimpiazzare tutto l’impianto di ricezione spendendo centinaia di euro. Nemmeno di aggiungere altre antenne o filtri.
Può essere facilmente sufficiente aumentare il guadagno accrescendo l’amplificazione.
Una soluzione da pochi euro, che potete procurarvi in una qualsiasi fiera di “radiantistica” o magazzino per antennisti, consiste in un AMPLIFICATORE PASSANTE A BANDA LARGA (cioè amplificato in Banda III, VHF e Banda IV e Banda V, UHF).
Cosa è costui?
Si tratta di un aggeggio da interporre tra l’amplificatore della vostra antenna, una scatolina di solito posta sul palo dell’antenna stessa, e il suo alimentatore. Questo è normalmente un’altra scatolina che, negli impianti singoli, sta dietro il televisore collegato con la corrente di rete.
Basta quindi inserire l’amplificatore passante nel cavo tv in un punto tra queste due scatoline. Perché tale apparecchio “si nutre” della corrente che l’alimentatore manda all’amplificatore sul tetto attraverso il cavo coassiale. Per questo costa veramente poco non incorporando un trasformatore proprio.
Qualsiasi vostro conoscente o parente appassionato di elettrotecnica, elettronica o elettricista ve lo potrà istallare in 5 minuti.

Consiglio di NON “disorientare” le antenne nel tentativo di migliorare la qualità della ricezione. Sicchè, se il vostro impianto è stato fatto in modo professionale le antenne sono già correttamente orientate verso i migliori siti di trasmissione per la vostra zona. Prima o poi saranno sede, se non lo sono già, dei trasmettitori in digitale. Altrimenti il rischio è di dovere spendere quattrini chiamando un tecnico, dotato di misuratore di campo, a ripristinare il tutto.
Piuttosto verificare il cavo d’antenna nella sua discesa dal tetto al televisore, che non sia marcio in qualche punto poiché questo può fare perdere parecchi decibel di segnale. Un buon coassiale sostitutivo, se necessario, costa attorno ai 50 centesimi di euro al metro.
Se state strutturando una casa nuova o necessitate cambiare l’antenna il mio parere può essere sufficiente istallarne UNA SOLA a BANDA LARGA UHF, MOLTO AMPLIFICATA e POCO DIRETTIVA. Dato che essendo il digitale meno sensibile alle interferenze, conviene istallare uno strumento che faccia “entrare” adeguatamente anche i segnali laterali, per captare il più possibile. Costo dai 15 ai 30 euro a seconda del numero di “elementi” più amplificatore e suo alimentatore.
Ma se siete abbastanza vicini ai ripetitori principali potreste considerare di usare una semplice “antennina” amplificata da interni, dal costo di 15-20 euro, in luogo del grosso apparato sul tetto. Così evitereste anche di imbruttire casa vostra con un agglomerato metallico aereo col rischio di attirare saette.
E questa è di gran lunga la soluzione meno costosa di tutte.

Riguardo al decoder, cioè l’apparecchioo che decodifica il segnale digitale e lo trasforma in analogico per renderlo “comprensibile” ai normali televisori, a mio avviso è senz’altro meglio acquistare il meno costoso sul mercato, sui 30 euro. Tempo addietro, non so ora, in ceri ipermercati vi erano delle promozioni per decoder a soli 9,95 euro.
LASCIATE PERDERE i decoder “interattivi” o con la pay-per-view, sono orpelli inutili e costosi.
A meno di non essere specificamente appassionati di calcio o altro le decine di canali in chiaro saranno più che abbastanza a chi considera guardare la tv un passatempo e un relax, non un “dovere morale”, un imperativo categorico di kantiana memoria.
Nonostante manchi l’alta definizione (HDTV) il passaggio al digitale terrestre televisivo rappresenta una svolta epocale in termini di qualità delle immagini e del suono stereo.
Rimane lo spinoso problema dei “contenuti” della televisione.
Soprattutto di vedere gratuitamente altro che non siano televendite, aste di tappeti o di quadri, magari di Jackson Pollock.
Ma questa è tutta un’altra storia.

F. Maurizio Blondet

1) In effetti, non è vero, però un canale digitale se lo si vede esso è completamente pulito da ogni tipo di disturbo

http://falsoblondet.blogspot.com/