9.11.16

Pensiero debole

TRA LE RAGIONI della vittoria di Trump c’è anche la stampa. Che non l’ha previsto e in qualche modo però l’ha favorito.

Il Post pubblica questo articolo del Washington Post che secondo me rende piuttosto bene l’idea. Attenzione, non è una interpretazione di ampio respiro, anzi è piuttosto limitata e settoriale. La tiro fuori solo perché sono un giornalista anche io e il mio cluster social e demografico è un notevole paravento alla comprensione della realtà.

Per compensare e correggere serve, oltre all’umiltà, anche tanto lavoro di scarpe sui marciapiedi, dicevano i vecchi del mestiere. Tutti pensionati e pre-pensionati ovviamente, per risparmiare sui costi da parte degli editori.

Money quote: “Non sono una fan di Peter Thiel, il miliardario che ha contribuito a far chiudere Gawker finanziando la causa legale di Hulk Hogan. In verità lo trovo terribile. Ma quando ha parlato recentemente al National Press Club, ha detto qualcosa che mi ha colpito per la sua efficacia nel descrivere Donald Trump. «I media provano sempre a prendere Trump letteralmente. Non lo prendono mai sul serio, ma sempre alla lettera» ha detto Thiel. I giornalisti volevano sapere esattamente come avrebbe fatto a deportare tutti gli immigrati irregolari, o esattamente come si sarebbe sbarazzato dello Stato Islamico. Volevamo i dettagli, ma molti elettori pensano in modo diverso: prendono Trump sul serio, ma non letteralmente.”

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